spazi vuoti (14)
Sabato, 9 Gennaio 2010Tentativo metodologico #2
Una cifra distintiva del paesaggio moderno è la commistione d’antico e nuovo: una chiesa ottocentesca sorge ai piedi di un grattacielo. È un fatto d’impatto estetico, ma non solo. Il passaggio dall’antico al nuovo è stato registrato dagli autori come un processo in divenire. Il nuovo si è imposto con prepotenza, sinonimo di progresso, scienza e sviluppo. In una piazza di Scicli convivono palazzi in pietra rossastra e barocca insieme al cemento e alle sue forme cubiche: così l’edificio scolastico; così, poco distante, l’ufficio delle Poste. Chi è vissuto, quando l’antico diventava antico e il nuovo assumeva le forme del moderno, avrà associato alle costruzioni in cemento l’idea di progresso e civiltà. La realtà del benessere. Il benessere liberale che, in Sicilia, ha disprezzato spesso le forme dell’arte e della natura. In questo conflitto si è vissuti, il nuovo e il vecchio, attribuendo valori e disvalori, opponendo le forme e i mondi che hanno rappresentato, e volgendoli a una possibile convivenza.







