casa
Mercoledì, 25 Novembre 2009“Ci serve una casa in senso psicologico oltre che in senso fisico, per compensare la nostra vulnerabilità. (more…)
“Ci serve una casa in senso psicologico oltre che in senso fisico, per compensare la nostra vulnerabilità. (more…)
di Francesco Gianino
Sono al sicuro, a me nulla può capitare, perché le mie scelte sono le migliori, ponderate ed intelligenti. Non sono stupido come tanti. Ho acquistato una casa solida coi pilastri in cemento armato, forti, col diametro che sembrano le colonne del Pantheon. Io sto bene, ognuno si merita quello che semina. Mi sono sposato con una ragazza per bene, di quelle che non hanno chissà cosa per la testa, affettuosa e di buona famiglia. Ci siamo innamorati tra i banchi di scuola e non ci siamo lasciati più, da dieci anni. Abbiamo due belle figlie, Gigliola e Margherita. La mattina ci svegliamo presto, facciamo colazione tutt’insieme col latte marmellata caffè e crostata di mele, quella fatta da Grazia, così si chiama mia moglie; poi ci salutiamo perché vado in studio. (more…)
Vivo in questa tenda da più di un mese. È azzurra, un colore che ho sempre detestato ma nessuno lo sa. Ai miei alunni della scuola elementare dicevo, Bello il cielo quando è azzurro. Mentivo: si insegna l’ottimismo ai bambini; non potevo certo dire loro che il mio cielo preferito è grigio, ancora meglio se nero di tempesta. Sarebbero cresciuti tristi come corvi, i miei alunni. Tristi come me. Ma nessuno mi ha conosciuto le angosce, non i ragazzini né le loro madri, non la bidella ficcanaso, non i colleghi. Nessuno. Solo la mia casa, dove sono nata ottantadue anni fa di giugno, e pioveva quel giorno, lo so. Vivo in questa tenda da più di un mese.