architettura e politica
Lunedì, 16 Novembre 2009di Maurizio Blondet
Continuo a chiedermi se l’incomprensione, o sottovalutazione, dell’architettura di Roma non faccia tutt’uno con il fatale sviamento politico di quello che chiamiamo l’Occidente.
Prego di non pensare che il tema sia inattuale. L’architettura è la forma d’arte più radicalmente «politica», perchè è per essenza «pubblica». Non esiste un’architettura, diciamo «lirica», espressione di sentimenti privati, come esistono poesie liriche. Anche la villa privata del ricco, a Pompei o in Brianza, è – lo voglia o no l’architetto o il proprietario – «rappresentativa».




