Archivi per la categoria ‘pensiero’

Il rituale del serpente

Venerdì, 21 Agosto 2009

Per le vie di San Francisco sono riuscito a catturare in un’istantanea colui che ha trionfato sul culto del serpente e sulla paura del fulmine…

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tendente all’aforisma

Sabato, 15 Agosto 2009

TESAURUS AFORISTICO

(aforismi di R.G.)

LEGGI I NUOVI AFORISMI .… Sono arrivato al N° 35

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Edipo, l’ultimo filosofo

Giovedì, 30 Luglio 2009

di Rosario Gianino

Chi parla le parole metafisiche che dicono verità, bellezza, unità, ente ? E’ veramente l’uomo che dice queste parole o in lui è altro, l’animale o la ragione ? Quale è la radice grammaticale e precategoriale dei trascendentali medievali, dei predicabili universali ? Il categoriale, il predicabile, il significato ideale, non è originariamente in articolata relazione con l’ostensione, l’indicazione ?  Se i nomi erano per Prisciano le sostanze seconde, alle sostanze prime non corrispondono piuttosto i sincategorematici, gli indessicali, i pronomi io, questo e gli avverbi ora , qui ?  Ma chi è ora qui ? chi dice io sono ? chi è il locutore e cosa gli sta di fronte come argomento?

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la terra e il cosmonauta

Lunedì, 13 Luglio 2009

di Rosario Gianino

Jurij Alekseevič Gagarin fu il primo uomo a volare nello spazio. Volò lungo una orbita ellittica attorno alla terra e all’interno della navicella Vostok 1, viaggiando ad una velocità di 27.400 km/ora, proiettato nel punto più alto a 302 Km dalla superficie terreste. Fu il primo uomo a vedere la Terra da uno spazio che sta fuori i limiti terrestri, fu il primo a cogliere la Forma Azzurra del nostro pianeta, fu il primo uomo il cui orizzonte percettivo pur rimandendo geodetico, geometricamente curvo,  non era più terrestre, geomorfoLevinas spiegò il senso profondo di questa impresa, distinguendo il Luogo heideggeriano (Lieu) dal concetto assoluto di Spazio Kantiano, Newtoniano, e giudaico-cristiano (l’absolu de l’espace homogène). In questa lettura, e contro Heidegger, Levinas tenta di rivelare la radice spirituale e umanistica, antipagana e anti-idolatrica, della scienza e della tecnica.

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la circolazione sanguigna di Facebook

Lunedì, 6 Luglio 2009

Nel presentare questo piccolo e succoso saggio del Prof. Marco Trainito sulla virtualità del socialnetwork, non ho trovato di meglio che recuperare alcune suggestioni del Prof. Giuseppe Raciti. Dice Spengler: che arriva un tempo in cui la civiltà “si irrigidisce, muore, il suo sangue coagula, le sue forze sono spezzate - diviene civilizzazione”. Nel mondo deframmentato e complesso, artificiale e tecnico-scientifico,  i contatti si fanno mediati e funzionali, persino l’individuo diventa simulacro di un ruolo. Se nella realtà virtualizzata il sangue sembra affluire e defluire con maggiori difficoltà, allora “Il vampiro lo cerca, lo trova e lo rimette in circolazione. Viaggiando nella notte minerale, il vampiro fiuta la traccia solare.” (G. Raciti, Critica della Notte, 1996, p12). Alla luce artificiale e metropolitana della lunga notte tecnica di Facebook, si aggira, come sempre, l’unicità della volontà, l’antica brama, ma ora ha le competenze, gli atti e i tratti, del conte Dracula. (R.G.)

DRACULA, LE TIC E FACEBOOK

Nota semiseria di Marco Trainito

In cui si dimostra che Facebook è il Vampiro e che noi tutti siamo un po’ come Mina Murray in Harker

1.
Questa non è una recensione del Dracula di Bram Stoker (1897), ma una sua reinterpretazione, tra il serio e il faceto, in chiave-Facebook. Certo, si tratta dell’ennesima interpretazione di un’opera che nel suo secolo e passa di vita ne ha conosciute fin troppe: politiche, filosofiche, religiose, psicoanalitiche, antropologiche, ecc. Qualche anno fa Alessandro Baricco, partendo da un confronto con la figura di Don Giovanni, è arrivato ad identificare Dracula con la stessa forza erotica cieca e istintiva che muove il mondo, facendone qualcosa che starebbe a metà strada tra la “Volontà” di Schopenhauer e la libido di Freud (cfr. “La Repubblica” del 6/7/03). Come si vedrà, al cospetto di una siffatta lettura, seria e apparentemente fondata, la mia, semiseria e apparentemente paradossale, brilla per rigore filologico. (more…)

disegnare l’invisibile

Domenica, 5 Luglio 2009

Schemetti trascendentali

Anche i grandi filosofi disegnavano. Di seguito due grafici, uno di Wittgenstein e uno di Heidegger. Sono due tentativi di usare dopo Kant l’immaginazione per cogliere rapporti trascendentali. Sono dei veri e propri schemi.

fig. 1

L’occhio non percepisce, è percepito. Wittgenstein: il soggetto della percezione è il limite del mondo non una sua parte. (more…)

oi dialogoi - 2

Giovedì, 2 Luglio 2009

Gran Dialogo del massimo sistema sociale

La Zeit Frage in Karl Marx

a cura di RG

(Dimitri guarda assorto dalla finestra un tramonto. Tramite una corda dal soffitto del palco Platonov cala sulla scena dentro un canestro. Quando il canestro raggiunge il palco, Platonov sembra risvegliarsi da un sonno profondo. Agile spicca un salto fuori dal canestro)http://www.etempodiscrivere.it/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif.

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oi dialogoi - 1

Giovedì, 25 Giugno 2009

Dialogo sull’Idealismo

Dove è andato a finire il cuore induista dell’Occidente ? In una lattina.

di Rosario Gianino

A - Una brocca potrebbe contenere il mare. Se sapesse pensare.

B -E se ancora si usassero le brocche e le anfore e non piccoli o grandi fusti di latta per contenere liquidi. E poi questo gioco di parole non vale e non funziona. anche la tua lattina, se pensasse, sarebbe il contenitore solo di una immagine o di una rappresentazione del mare, non il mare stesso !

A -Non dico così, in questo modo non saprebbe contenerlo per quello che è. Né lo penserebbe, come va pensato.

B- Dunque ? Posso stare due minuti a sentirti, farò attendere chi mi aspetta al chioschetto bar. (more…)

la frittata e l’Idea

Domenica, 7 Giugno 2009

Sul Domenicale del Sole 24 ore leggo due articoli che hanno molto a che fare con le domande che ci siamo posti durante le nostre letture platoniche, guidati da Alessandro Salerno. Il primo articolo di Diego Marconi riferisce criticamente (Marconi fa l’avvocato di Socrate in questa occasione) le tesi esposte da Vattimo nel suo ultimo libro “Addio alla verità”. Riporto alcuni passi:

- Dice Vattimo che la norma del discorso non è la verità, ma il consenso: ciò che si deve perseguire è una “condivisione comunitaria che non dipende dal vero e dal falso degli enunciati (testo di Vattimo)” (…) Le bugie ci scandalizzano perché sono a fin di male: se fossero a fin di bene  (…) ci andrebbero benone (…) Dove c’è una verità, c’è qualcuno che la conosce meglio degli altri: il comitato centrale, il papa, i sapienti. E queste autorità saranno inclini a ricavare norme (liberticide) da quella che ritengono essere la natura delle cose. In secondo luogo, se c’è un modo in cui le cose stanno non siamo liberi: le ontologie oggettivistiche legittimano “un ordine storico e sociale in cui la libertà e l’originalità dell’esistenza umana vengono cancellate (testo di Vattimo) ” (…) Ma la ragione principale per rifiutare verità e oggettività, dice Vattimo, è etico-politica: se ci fosse la verità, la nostra esistenza di soggetti liberi non avrebbe alcun senso e saremmo esposti al rischio del totalitarismo - . (more…)

libertà che è si cara

Venerdì, 8 Maggio 2009

Ne La novità di ognuno (Garzanti 2009) Roberta De Monticelli continua ad illuminare la struttura della vita personale, come già aveva fatto ne L’ordine del cuore (Garzanti 2003). Ne scriverò ancora in qualche prossimo intervento, qui volevo solo offrire una sua lettura dantesca, premettendo solo qualche chiarimento. Si argomenta qui della libertà. La De Monticelli ne distingue tre strati, o esperienze o livelli, logicamente indipendenti ma tutti essenziali alla maturazione personale e quindi all’evoluzione di una identità personale. (more…)