Archivi per la categoria ‘Letteratura’

Proust e la musica

Martedì, 10 Novembre 2009

di Giuseppe Tinè

Ricordate la celebre pagina della Recherche proustiana sulla sonata di Vinteuil? È tratta da Un amore di Swann. Di cosa vi parla? Ad una delle serate mondane cui è solito partecipare, capita a Swann di udire una composizione musicale eseguita da piano e violino. Dapprima egli non gode se non la qualità ‘fisica’, materiale dei suoni che gli strumenti secernono; poi prova come un “piacere grande” - così dice – allorché, al di sotto della linea del violino, d’improvviso scorge la massa del pianoforte che su quella tenta sollevarsi. Solo ad un tratto però - rapito - cerca di cogliere qualcosa come una frase o un’armonia (non lo sa neanche lui) che passando - dice Proust - gli aveva aperto “più largamente” l’anima. E già l’idea dell’apertura, e quasi dello ‘squarcio’ su di un mondo sconosciuto, profondo, segreto - sembra annunciare qui quella visione della musica che nell’arco del brano si preciserà progressivamente.

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La religione del Foscolo. Dall’Epistolario - 6

Lunedì, 17 Novembre 2008

La religione della vita

di Alessandro Salerno

Singolare ed emblematico il destino del Foscolo. Partito dalle spiagge di un’isola greca, è stato costretto a far rotta sempre verso occidente. Ha navigato in tempi burrascosi tra rivoluzioni e tirannidi, per approdare nell’Inghilterra liberale del capitale e del lavoro. Ha attraversato l’Europa dall’ortodossia della madre alla consuetudine con gli amici quaccheri degli ultimi giorni, dalla lingua della sapienza antica a quella della moderna industriosità. In viaggio con il corpo verso il tramonto e la fine, l’anima volta verso l’origine e l’oriente, a cercare di fermare il viaggio, di sostare eternamente presso la luce del sole, il calore della madre, le divinità della sua terra. Ma poi, sempre travolto dalla vita, che lo sommerge e lo arde, gli impedisce di eternarsi nei versi compiutamente, gli chiede di annullarsi in essa, di darsi tutto allo studio, all’amore, alla patria, agli amici. E anche di pensare a sopravvivere.

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La religione del Foscolo. Dall’Epistolario - 5

Sabato, 8 Novembre 2008

Biblicismo e evangelismo

di Alessandro Salerno

Il rapporto di Ugo Foscolo con le Sacre Scritture, ricostruito sulla base dell’epistolario (nota RG).

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La religione del Foscolo. Dall’Epistolario - 4

Venerdì, 31 Ottobre 2008

Cattolicesimo e protestantesimo. Sentimento e ragione

di Alessandro Salerno

Alcune donne, come è noto, furono tra le depositarie più fedeli e assidue delle confessioni del Foscolo. Se Isabella Teotochi Albrizzi catalizzava quelle estetiche e letterarie e la contessa D’Albany quelle filosofiche e politiche, furono Marzia Martinengo Cesaresco e Quirina Mocenni Magiotti, più di altre, ad accogliere i ricordi d’infanzia, le confidenze sugli amori, le gioie ingenue e i dolori.

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La religione del Foscolo. Dall’Epistolario - 3

Mercoledì, 22 Ottobre 2008

Nel clima della Restaurazione

di Alessandro Salerno

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La religione del Foscolo, dall’Epistolario -2

Venerdì, 17 Ottobre 2008

Il giovane, Olimpia e il vecchio

di Alessandro Salerno

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La religione del Foscolo, dall’Epistolario - 1

Venerdì, 17 Ottobre 2008

Da oggi parte una serie di letture di pregio particolare. Si tratta di una ricognizione dell’epistolario di Ugo Foscolo condotta da Alessandro Salerno, che ci restiturà il volto umano di quel grandissimo della nostra letteratura. Al di là dal metodo attento e scrupoloso con cui è stato realizzato, l’originale carattere di questo articolo si apprezza soprattutto nella avvertita distanza da schematizzazioni polemiche ed ideologiche. Ugo Foscolo è una figura centrale dell’immaginario risorgimentale laico con la sua religione civile; a scuola abbiamo imparato come egli, contemporaneo di Hoelderlin e dell’idealismo tedesco, fosse imbevuto di cultura materialista e illuminista e come considerasse la religione una forte e vivificante “illusione” , mentre, recuperando Vico, indicasse nelle ”are” , innanzitutto, istituti sociali. Ma al di là delle ideologie e delle teorie, delle credenze e delle enunciazioni, esiste una religiosità come categoria dello spirito che appartenne all’espressione libera della sua personalità e del suo carattere?

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