5 Marzo 2010

Libreria Capalunga, via Atenea 123, Agrigento, presentazione editoriale del libro Alice nelle città. Sabato 12 marzo, ore 17.00. Interverranno gli autori.
Frutto di un’iniziativa di scrittura solidale nata su questo blog. Ne abbiamo realizzato un volume di 220 pagine, che sarà venduto on-line a 12,00€. Di questi, 4,00€ saranno destinati all’aquisto di libri per la biblioteca “Isolamica” del circolo didattico Amiternum dell’Aquila. Edizioni Arkhé, 2009 • ISBN 978-88-95207-20-9 - f.to 13 x 20,5 cm • L’antologia è stata curata da Marianna De Lillis, Francesco Gianino e Adriana Iacono.
Tag: adriana iacono, alice nelle città, arkhé, francesco gianino, libreria capalunga, marianna de lillis
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25 Febbraio 2010
Tag: ambient music, cdbaby, classica, classical, francesco gianino, isola, keith jarret, ludovico einaudi, minimalismo, musica, neo classical, neo romantic, new age, nocturnes, notturni, philip glass, piano solo, pianoforte, postmoderno, spazi vuoti
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22 Febbraio 2010
Tag: allevi, chopin, einaudi, gianino, jarreti, minimale, neoclassica, nocturnes, postmoderna, spazi, vuoti
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18 Febbraio 2010
Il mercoledì sera diventa letterario dalle mie parti. C’è freddo a Modica, piove e tenebre. Di sera però intorno a una lampada rossa ci leggiamo alcune storie a tema. Compagno di avventura letteraria è Ernesto Ruta. Porta con sé poesie dove la musicalità del verso attraversa la lingua italiana e il dialetto siciliano. Versi dal disincanto struggente, che accostano cose su cose, e i sentimenti sono la forma degli oggetti. Leggi il resto di questo articolo »
Tag: david foster wallace, Ernesto Ruta, francesco gianino, infinite jest, mercoledì letterario, palle di gomma, stanza dell'attore
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7 Febbraio 2010

di RG
Fenomenologia dello Spirito c’è un passaggio di particolare ardua comprensione; c’è ne sono tanti così, ma questo è veramente ostico. Si tratta della transizione dalla sezione dedicata alla Coscienza alla sezione dedicata all’Autocoscienza. Semplificando, e senza pretese di esattezza filologica, io spiegherei il momento della Coscienza rinviando a quell’atteggiamento che tende a certificare un oggetto, nel modo come si presenta, e che quindi ha come proprio assillo la definizione di una corretta Vorstellung, di una rappresentazione stabile e consistente, perciò epistemica, vera. L’Autocoscienza consisterebbe invece in quell’atteggiamento che tende a certificare la verità del proprio Sé, instaurando una relazione con gli oggetti reali funzionale alla propria autonomia, alla Selbstaendigkeit. Leggi il resto di questo articolo »
Tag: apparenza, autocoscienza, coscienza, Enrico de Negri, fenomeno, Fenomenologia dello spirito, Fichte, Goethe, Hegel, intelletto, Interno, Kant, Maya, oggetto, sipario, soggetto, teatro, velo
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30 Gennaio 2010
“Questi due termini (Occidente e Globalizzazione) sono infarciti di ideologia, sono auto-incenso all’idea che effettivamente una sola cultura e un solo mercato abbiano vinto dappertutto. Idea molto lontana dalla realtà. Quanto più si analizzano da vicino le conseguenze della globalizzazione, tanto più ci si rende conto che una crescita di localismi e di ragioni locali ne è l’effetto più immediato. Probabilmente l’effetto maggiore della globalizzazione è proprio un maggiore potere diffuso ai popoli indigeni, siano essi stanziali o in diaspora. È paradossale che siano i campi tradizionalmente in mano all’ideologia unificatrice ad essere oggi frammentati.”
(Franco La Cecla, in Semantica delle rovine, manifestolibri ed.)
Tag: franco la cecla, globalizzazione, indigeni, occidente, rovine
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25 Gennaio 2010
Conclusione
Lo spazio vuoto è un indicatore di direzione per chi costruisce vie di fuga.
È un ideale più vicino alla dimensione spirituale.
Lo spazio vuoto è la metafora di un’arte che interrompe il flusso del tempo. La metafora di una parola indefinita e di una musica svuotata. Lo spazio vuoto scava una pausa, dentro il tutto pieno. Leggi il resto di questo articolo »
Tag: horror pleni, spazio, vuoto
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9 Gennaio 2010
Tentativo metodologico #2
Una cifra distintiva del paesaggio moderno è la commistione d’antico e nuovo: una chiesa ottocentesca sorge ai piedi di un grattacielo. È un fatto d’impatto estetico, ma non solo. Il passaggio dall’antico al nuovo è stato registrato dagli autori come un processo in divenire. Il nuovo si è imposto con prepotenza, sinonimo di progresso, scienza e sviluppo. In una piazza di Scicli convivono palazzi in pietra rossastra e barocca insieme al cemento e alle sue forme cubiche: così l’edificio scolastico; così, poco distante, l’ufficio delle Poste. Chi è vissuto, quando l’antico diventava antico e il nuovo assumeva le forme del moderno, avrà associato alle costruzioni in cemento l’idea di progresso e civiltà. La realtà del benessere. Il benessere liberale che, in Sicilia, ha disprezzato spesso le forme dell’arte e della natura. In questo conflitto si è vissuti, il nuovo e il vecchio, attribuendo valori e disvalori, opponendo le forme e i mondi che hanno rappresentato, e volgendoli a una possibile convivenza.
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Tag: Balbec, marc augè, marcel proust, nomi, nonluoghi, paesi, postmoderno, recherche, spazi, surmodernità, swann, vuoti
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6 Gennaio 2010
Puoi leggere qui l’interessante contributo narrativo di Lucia Marchitto sul progetto Spazi vuoti. Un Luogo che annulla le uguaglianze e vanifica la distrazione della percezione globale. La distanza rende tutto uguale e armonioso. Raggiungere uno spazio in cui il tutto è ciascuno di noi, e il poco e unico è unicità. La frontiera sembra annullata, smantellata dal pensiero liberale; eppure una piazza vuota, senza un passato codificato, apre alle differenze e potrebbe diventare luogo di conflitti visibili, rinascita di un’identità. fg
Tag: lucia marchitto, piazza, spazi, vuoto
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4 Gennaio 2010
“Io sono siciliano e disprezzo quei siciliani che amano piangersi addosso con l’eterno lamento che sono sempre gli altri, gli italiani del nord, i soli colpevoli della nostra povertà e incultura. In realtà ogni popolo non può sperare di migliorare in virtù dell’altrui benevolenza, quando per parte sua non è capace di reggere con dignità e coraggio il suo ruolo nella storia, cioé far valere dinnanzi alla storia (che sono anche gli altri) i propri diritti. E noi meridionali, in questo dopoguerra, abbiamo espresso questa classe politica, capace di risolvere così come abbiamo visto, i nostri problemi e così di imporne o pretenderne le soluzioni. Un popolo può esprimere poeti, narratori, musicisti, filosofi, pittori, artisti, matematici, e sentirsi il padreterno della terra, e tuttavia storicamente vale soltanto per quello che i suoi uomini politici valgono.”
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Tag: Giuseppe Fava, Killer, politica, popolo, siciliani, società, Storia
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