nocturnes

7 Febbraio 2010

 

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Interni velati. Sulla traduzione di un termine hegeliano

7 Febbraio 2010

di RG

Fenomenologia dello Spirito c’è un passaggio di particolare ardua comprensione; c’è ne sono tanti così, ma questo è veramente ostico. Si tratta della transizione dalla sezione dedicata alla Coscienza alla sezione dedicata all’Autocoscienza. Semplificando, e senza pretese di esattezza filologica, io spiegherei il momento della Coscienza rinviando a quell’atteggiamento che tende a certificare un oggetto, nel modo come si presenta, e che quindi ha come proprio assillo la definizione di una corretta Vorstellung, di una rappresentazione stabile e consistente, perciò epistemica, vera. L’Autocoscienza consisterebbe invece in quell’atteggiamento che tende a certificare la verità del proprio Sé, instaurando una relazione con gli oggetti reali funzionale alla propria autonomia, alla Selbstaendigkeit. Leggi il resto di questo articolo »

globalizzazione

30 Gennaio 2010

“Questi due termini (Occidente e Globalizzazione) sono infarciti di ideologia, sono auto-incenso all’idea che effettivamente una sola cultura e un solo mercato abbiano vinto dappertutto. Idea molto lontana dalla realtà. Quanto più si analizzano da vicino le conseguenze della globalizzazione, tanto più ci si rende conto che una crescita di localismi e di ragioni locali ne è l’effetto più immediato. Probabilmente l’effetto maggiore della globalizzazione è proprio un maggiore potere diffuso ai popoli indigeni, siano essi stanziali o in diaspora. È paradossale che siano i campi tradizionalmente in mano all’ideologia unificatrice ad essere oggi frammentati.”

(Franco La Cecla, in Semantica delle rovine, manifestolibri ed.)

L’iSola, materiali per un sogno

30 Gennaio 2010

L’isola o Li sola.: racconto di una donna che nella storia ,come parte del tempo nel Mito, è Medea; che diventa una senza nome nell’epoca contemporanea, spazio di roccia su cui l’uomo si appoggia.
Queste storie raccontano d’un problematico rapporto fra il maschile e il femminile. Affrontano il tema dell’amore, dell’abbandono, dentro un paesaggio che è fatto di sesso, sangue e tradimento. Raccontano di due solitudini, perse nella lontananze delle stelle, di due figure che sognano o che fanno sognare, di due esseri femminili alla continua ricerca d’un approdo, rinchiuse dentro le loro prigioni, schiave del loro corpo, regine sull’uomo che le ama, padrone fino alla sottomissione.

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spazi vuoti (15)

25 Gennaio 2010

Conclusione

Lo spazio vuoto è un indicatore di direzione per chi costruisce vie di fuga.
È un ideale più vicino alla dimensione spirituale.
Lo spazio vuoto è la metafora di un’arte che interrompe il flusso del tempo. La metafora di una parola indefinita e di una musica svuotata. Lo spazio vuoto scava una pausa, dentro il tutto pieno. Leggi il resto di questo articolo »

Bolla d’aria (8)

24 Gennaio 2010

di Adriana Iacono

Come previsto all’orario stabilito cinquantamilioni di Emuli realizzarono un contatto diretto col Palau d’Event. Nel salone dell’accoglienza si respirava un’aria elettrizzante, tutto era pronto per intrattenere il pubblico assetato di realtà virtuale. Dai soppalchi i ballerini si esibivano in danze tribali mentre la musica li incalzava a ritmo serrato. Immagini di luoghi perduti o mai esistiti creavano atmosfere esotiche pervase di aromi inebrianti. Centinaia di soppalchi su decine livelli, ognuno immerso in una dimensione diversa. Leggi il resto di questo articolo »

pausa

16 Gennaio 2010

di Giulio Traversi

Il paese è brutto.
È difficile camminare con i tacchi sulla pavimentazione in pietra lavica.
Tutti i vecchi guardano.
Fortunatamente fuori dal paese ci sono l’orizzonte delle colline e il verde.
Sento gli strilli del vicolo chiusa dentro, e la finestra s’affaccia su un giardinetto pieno di margherite gialle.
Ho un mazzo di margherite gialle anche dentro casa, ma sono finte.
Le pareti di casa sono verde acqua colore del mare.
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Bolla d’aria (7)

15 Gennaio 2010

di Adriana Iacono

Al nostro ingresso il cuore del Palau d’Event s’illuminò di raggi rossi nella nostra direzione. La folla vista dal palco trionfale era imponente. Appena fummo al centro dei fasci di luce dall’arena salì un urlo strepitoso che ci colse impreparati. I nostri nomi scanditi nel frastuono creavano un’eco che si perdeva lontano e ci smarriva. Ecco una cosa a cui non mi sarei abituata mai, l’idolatria delle masse. Sebbene questa non fosse la folla oceanica dei miei migliori eventi era pur sempre una meravigliosa calca: migliaia di Individualità prorompenti di energia. Il pulsare ritmico dei loro corpi accaldati, delle loro voci fragorose era un’onda magnifica che si rifrangeva sul nostro ego insaziabile. Leggi il resto di questo articolo »

nulla di straordinario

13 Gennaio 2010

di Giulio Traversi

Dietro le sbarre era bello, si vedeva un lago ampio come il mare, solcato da navi che scandiscono il tempo. Non era male, il sole schiariva le pareti bianche, e la notte di luna di tanto in tanto turbava i pensieri.
- Dove ti portano?
- Non so.
- Ci sono novità?
- A te?
Quella mattina s’erano alzati all’alba, erano in due dentro il cellulare e andavano a New York.
- Una faccenda nuova, forse.
- È sempre così, non accade mai nulla di nuovo.
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Bolla d’aria (6)

12 Gennaio 2010

di Adriana Iacono

“Gordaim sei meravigliosa!” Murien entrò accompagnata da un’onda anomala di vapore caldo e profumi esotici. Mi passò un braccio intorno alla vita e mi baciò sulla bocca. Lo faceva sempre in presenza di uomini: le piaceva intimorirli, farli sentire esclusi da quel circolo ricreativo squisitamente femminile che era la sua vita sessuale e sociale. Era il suo modo per stabilire priorità e definire il territorio. Io mi divertivo ad assecondare il suo gioco in una complicità silenziosa, lei si dilungava in un’analisi dettagliata del mio aspetto fisico. Leggi il resto di questo articolo »